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Il concetto biblico “ama il prossimo tuo come te stesso”, significa che il rispetto per la propria integrità, l’amore di se, la comprensione di se stessi, non possono essere scissi dal rispetto, dall’amore e dalla comprensione per un altro essere umano (E. Fromm – l’arte di amare).
Egoismo (esclusivo e narcisistico amore di sè) e altruismo (esclusivo amore per gli altri) sono posizioni opposte e unilateralmente estreme che non realizzano alcuna forma appagante e completa di amore.
Come afferma Meister Eckhart: “se ami te stesso, ami gli altri come ami te stesso. Finchè amerai un’altra persona meno di te stesso, non riuscirai mai ad amare te stesso, ma se ami tutti nello stesso modo, compreso te stesso, li amerai come una persona, e quella persona è sia Dio sia l’uomo. E’ grande e giusto chi, amando se stesso, ama in ugual modo il suo prossimo.”

Katsushika Hokusai (1760-1849)
è sicuramente uno degli esponenti più rappresentativi di tutto il panorama artistico giapponese.
La sua pittura è ricchissima di contenuti spirituali. I temi raffigurati nelle sue opere ne danno ampia dimostrazione, costruendo un vero e proprio “ponte” tra l'uomo e lo spirito.
Tutto ciò che è spirituale, lo si conquista attraverso il lavoro di una vita ( …o forse di più vite), a differenza di ciò che esprimiamo attraverso l’anima, che invece rappresenta i nostri sentimenti, i nostri istinti, già esistenti nel nostro intimo e che quindi vengono fuori in modo del tutto naturale (p. archiati).
Le opere di Hokusai sono proprio il frutto di questo lungo e incessante lavoro e lo dimostra quello che sarebbe stato il suo “testamento spirituale”: la raccolta“Centovedute del monte Fuji”; egli scrisse :
"Dall'età di sei anni ho la mania di copiare la forma delle cose, e dai cinquant'anni pubblico spesso disegni, tra quel che ho raffigurato in questi settant'anni non c'è nulla degno di considerazione. A settantatré ho un po' intuito l'essenza della struttura di animali ed uccelli, insetti e pesci, della vita di erbe e piante e perciò a ottantasei progredirò oltre; a novanta ne avrò approfondito ancor più il senso recondito e a cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso. Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria. Se posso esprimere un desiderio, prego quelli tra lor signori che godranno di lunga vita di controllare se quanto sostengo si rivelerà infondato."
Muorì dopo una breve malattia il 10 maggio 1849, il breve haikuscritto sul letto di morte recita: " Hitodama de, yuku kisanji ya, natsu no hara", (anche se come un fantasma, me ne andrò per diletto per i prati estivi).

Questo post è dedicato a "entina" e a tutti coloro che apprezzano l'arte con tutto il cuore.
Le ho dedicato questo ritratto spontaneamente, come ringraziamento per gli apprezzamenti che ha espresso: queste ricompense "morali" sono le più belle....
....finirò per morire di fame!
A parte gli scherzi, credo sia la prima cosa veramente interessante che abbia fatto da quando ho aperto questo blog.
Il sole, che con i suoi raggi illumina tutto ciò che incontra, non è semplicemente il frutto di un processo automatico o di un semplice e necessario meccanismo della natura;
ma un atto d'amore che la natura stessa decide di donarci quotidianamente e in modo incondizionato. - p. archiati - conferenza sul natale.

Dedicato a tutti coloro che
attraverso il dialogo e la comprensione, "sbirciano" attraverso tutte le barriere della diversità.
Dipingere è per me, il modo migliore per cominciare il nuovo anno.
